lunedì 29 giugno 2009

ARCASACRA

ARCASACRA (2009, Nicola Pesce Editore, brossurato, 80 pagine in bianco e nero, € 10).
Sceneggiatura di Alex Crippa, disegni di Emanuele Boccanfuso.




Da un lato una prostituta col piercing al naso si sta truccando. Dall’altro una suora che sembra emergere dall’oscurità stringe in mano una croce. Due punti d’inizio per una storia che di fatto è due storie, che si incontrano al centro.
Da una parte Ada, giovane ragazza albanese sbarcata a Brindisi e spinta con la forza nel mondo della prostituzione. Tra i pochi effetti personali della ragazza un biglietto con scritta la misteriosa parola “ARCASCRA”.
Dall’altra parte Anna, sua sorella, salvata dal suo destino dalle suore, profondamente mossa dal desiderio di dare una vita migliore alle giovani prostitute. Indignata per il lassismo della comunità di fedeli, quando Anna non parla con loro cerca conforto nella figura di un Cristo non propriamente alla “porgi l’altra guancia” (a meno che lo si intenda in una versione BudSpenceriana del termine), dalle pose da maledetto.
Una storia di luci e ombre ambientata laddove è il male ad agire in pieno giorno, alla luce del sole. Una storia di fede, prostituzione, sacra corona unita, reazione. Una storia pulp sboccata e violenta.
Una storia che poi, alla fine, son due storie.

Dal tandem Crippa-Boccanfuso una nuova sfida al mondo del fumetto, la riprova che è possibile essere prolifici fumettisticamente e, al contempo, non perdere in originalità. ArcasacrA, infatti, non solo può vantare una storia avvincente e una veste grafica invidiabile. ArcasacrA si aggiudica, infatti, il primato di primo fumetto palindromo, grazie alla particolarità di poter essere letto sia partendo da un estremo dell’albo sia partendo dall’altro, proprio come un termine palindromo. Giunti a metà si gira l’albo e si prosegue con la lettura. Sta al lettore decidere da quale parte iniziare.
Da sempre interessato al come raccontare una storia, Crippa gioca qui la carta di una sperimentazione che probabilmente nemmeno a Moebius è mai passata per la testa. Il fattore importante, tuttavia, è che questo sigla un nuovo patto tra autori e lettore. Nuovo nel senso di innovativo, perché se fino ad ora il lettore ne faceva parte in quanto colui che usufruisce del lavoro degli autori, con ArcasacrA si raggiunge un livello di interazione superiore, poiché il lettore viene promosso al ruolo di ordinatore della lettura, scegliendone di volta in volta il punto d’inizio.
Lo stile di Emanuele Boccanfuso mi sembrava adatto ad una storia simile già al tempo in cui comparirono le prime immagini. Trovavo il modo in cui sapeva dosare i bianchi e i neri molto efficace in certe sequenze, come ad esempio la sequenza notturna all’interno del convento nella storia di Anna. Un tratto che ricorda molta produzione italiana, specialmente di casa Bonelli, ma che dimostra di essere riuscito a passare oltre, ed il dosaggio del nero, nelle sue forme diverse, è il caso secondo me più lampante di questo superamento.
Alex Crippa, dal canto suo, gioca la carta di una scrittura genuina ma non banale, efficace e non artificiosa, con un buon effetto di realtà, una giusta dose di ironia; all’occorrenza non ci nega un pizzico di polifonia e di retorica, nelle sequenze in cui le didascalie inondano la scena delle parole di Hotel California, celeberrimo pezzo degli Eagles.
Oltre all’aspetto sperimentale, ai disegni, alla scrittura, al bianco e al nero, alla doppia copertina, alla doppia storia e alla storia in sé ArcasacrA affronta una materia molto sentita nel nostro paese, specialmente negli ultimi tempi, quella dell’immigrazione clandestina verso l'Italia di migliaia di persone in fuga da un'inferno, vista dai più come un’invasione e non come l'anelito alla possibilità di una nuova vita. Dopo il percorso di crescita del Monco in Come un cane e l’indagine metafisica di Jonah Martini, Alex Crippa punta la lente sull’Italia dei nostri giorni, su una delle sue tematiche più calde che ancora non mette d’accordo la popolazione in direzione di una soluzione comune e accettabile. È in questa spaccatura che si insinua l’operare della criminalità, che sfrutta le precarie condizioni di queste persone per i propri traffici, specialmente (come vediamo qui) per il racket della prostituzione.
Con queste carte ArcasacrA ha tutto quello che serve per essere un’ottima lettura.

3 commenti:

alex crippa ha detto...

impeccabile...grazie. non avevo dubbi, ma dico lo stesso che hai centrato in pieno lo scopo di questo fumetto: decide il lettore la lettura. che è esattamente un salto successivo nell'integrazione/interazione lettore-autore.
PS il paragone con Moebius mi lusinga e mi spaventa allo stesso tempo...

alfredo goffredi ha detto...

solo lusinghe disinteressate. credo che ormai Moebius, nel bene e nel male, sia come i mostri sotto il letto: quando sei bambino ne hai paura, quando sei grande ci fai amicizia e smetti di fare paragoni.

OT: hai cambiato maglietta ma la foto resta sempre sfocata. questo è fonte di immensa stima =)

alfredo goffredi ha detto...

...il che mi fa pensare che io sono ancora senza una foto o_O