Peppino Impastato, un giullare contro la mafia (2009, BeccoGiallo, brossurato, 128 pagine in bianco e nero, € 14).
Sceneggiatura di Marco Rizzo, disegni di Lelio Bonaccorso.
Sceneggiatura di Marco Rizzo, disegni di Lelio Bonaccorso.

Peppino Impastato, un giullare contro la mafia racconta la sua storia, offrendo una selezione – come spiega in fondo al volume Marco Rizzo – di momenti salienti tra loro incastrati, ottenendo così una narrazione più dinamica, costruita sugli incroci e i parallelismi che si vengono a formare tra i tre momenti della storia di Peppino che vengono presi in esame. Una selezione che prende piede da una solida ricerca di documentazione e che si esprime in una lettura piacevole ma che richiede una buona dose di attenzione, necessaria a cogliere alcuni momenti della storia che vengono mostrati attraverso un’intelligente scelta di dettagli.
Una narrazione che oscilla tra la burla, il dolore intimo e quello urlato, e che ben si lega allo stile grafico di Lelio Bonaccorso, delicato nell’intimo, più secco e ruvido, cupo, nei momenti tesi o in quelli drammatici, che raggiunge il culmine nell'annunciare la morte di Luigi Impastato, padre di Peppino, prima affidata alla ripetizione di un dettaglio e che, in seguito, esplode in una splash page carica di dolore e di empatia verso Peppino.
Non solo fumetto, oltretutto, ma documentazione, interviste, cronologia e una solida bibliografia sull'argomento, che espandono multidirezionalmente il nocciolo della narrazione.
Parlare di Peppino Impastato ai nostri giorni ha una molteplice valenza, che ben si esplica nell’ultima tavola: Peppino che si mescola tra le persone di un corteo funebre per il suo funerale. Un'immagine forte che sembra volere da una parte ricordare l'impegno e il coraggio di un uomo e dall'altra dislocarne l'importanza all'interno di chi, come Peppino Impastato, lotta ogni giorno contro la morsa di mafia e corruzione che stringe il paese.
Parlare di Peppino Impastato è una presa di posizione forte, e farlo di questi tempi, quando da più parti si assiste al tracollo di una democrazia sempre più minacciata, sempre più a pericolo di crollo, può suonare come un grido di protesta nei confronti dell'attuale status quo.«Peppino è un personaggio ancora scomodo: si prova disperatamente a istituzionalizzarlo, ma ci si accorge che la sua figura ribelle e la sua carica eversiva rischiano di spalancare orizzonti pericolosi per l'ipocrisia del perbenismo borghese e il conformismo generalizzato», sono le parole (riportate anche in quarta di copertina) di Salvo Vitale, amico e compagno di Peppino, al suo fianco durante l'impresa di Radio Aut. Parole che fanno pensare e che, senza voler strumentalizzare la figura di Peppino Impastato o la sua vicenda, la sua morte, o più semplicemente questo fumetto, sono chiaramente indice della necessità di una figura come Peppino Impastato ai giorni nostri. Il posto è vacante, le insegne disponibili. La tavola finale della storia sembra voler ammiccare proprio a questo, quasi fosse una corsa alle investiture per continuare a lottare. «Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo».
2 commenti:
questo volume mi è piaciuto un sacco. Ho incontrato Lelio sia al Comicon che a Lucca ed è simpaticissimo e molto alla mano. Ho avuto anche il privilegio di sfogliare le tavole originali (proprio sfogliarle nelle mie mani, non vederle appese), con tutte le pecette e correzioni, e sono splendide.
uh... figata toccare tavole originali *____*
Posta un commento